Maggio 20, 2025

RENTRI: cosa c’è da sapere sulla nuova tracciabilità digitale dei rifiuti

RENTRI: cosa c’è da sapere sulla nuova tracciabilità digitale dei rifiuti

Il 15 giugno 2023, in Italia ha avuto ufficialmente inizio il processo di digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti con l’introduzione del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, meglio conosciuto come RENTRI. Il RENTRI mira a migliorare la gestione dei rifiuti tramite una maggiore trasparenza, una significativa riduzione degli errori amministrativi e un più efficace controllo delle attività illecite. Il RENTRI, infatti, consente la centralizzazione e la digitalizzazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti e dei formulari di identificazione del rifiuto, facilitando il monitoraggio continuo dei flussi di rifiuti e rendendo le informazioni più precise e fruibili da parte delle autorità competenti. Ma in che modo il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI) differisce dai sistemi precedenti e quali sono le sue implicazioni operative?

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L’origine del RENTRI: le ceneri del SISTRI

Il RENTRI è stato istituito con il Decreto Ministeriale 59/2023 e rappresenta un’evoluzione significativa rispetto al precedente SISTRI, il Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti, che aveva mostrato diverse criticità operative. Il SISTRI, istituito e disciplinato dal decreto ministeriale 17 dicembre 2009, avviato nel 2011 e poi definitivamente abbandonato e soppresso con il decreto legge n. 135 del 14 dicembre 2018, non era riuscito a garantire una piena funzionalità. Il SISTRI era stato progettato per monitorare la movimentazione dei rifiuti, ma aveva finito per creare numerose difficoltà agli operatori, risultando poco funzionale e costoso. Il nuovo RENTRI si propone di superare questi problemi, offrendo una soluzione più moderna, efficiente e intuitiva, con particolare attenzione alla semplificazione amministrativa e alla riduzione degli oneri burocratici.

Ciò che salta subito all’occhio è che il RENTRI, a differenza del non compianto SISTRI, si basa su una piattaforma completamente digitale centralizzata che automatizza gran parte delle procedure, eliminando la necessità di utilizzo di dispositivi hardware specifici come le “black box” per i veicoli e dispositivi USB che, secondo il SISTRI, avrebbero permesso l’inserimento e la gestione dei dati.

Il sistema è gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), con il supporto dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali e delle Camere di Commercio che collaborano per garantire una gestione tecnica e tecnologica efficiente e, ovviamente, conforme alla normativa vigente.

Con il recepimento del pacchetto di direttive europee sull’economia circolare, ed in particolare con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 116/2020, si è stabilito quindi un nuovo paradigma in tema di tracciabilità dei rifiuti, ponendo le basi per un sistema evoluto che dovrà garantire fruibilità e semplificazione, nonché essere funzionale. In quest’ottica è stato stabilito che il nuovo sistema RENTRI debba avere costi contenuti (non più di 100€ all’anno), essere interoperabile con i software gestionali esistenti e prevedere un periodo di graduale sperimentazione che coinvolga un numero crescente di imprese prima della sua entrata definitiva a regime.

Il RENTRI, oltre ad essere interoperabile con i software gestionali esistenti, dovrà dialogare con il REcer (Registro nazionale delle autorizzazioni al recupero) e con la sezione nazionale del Catasto Rifiuti dell’ISPRA in una logica di strumenti digitali integrati. L’adozione di un tale sistema di tracciabilità, prevista dalla Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, permette di acquisire e monitorare i dati ambientali, rendendoli fruibili non solo per le attività delle imprese ma anche per le attività di vigilanza e controllo e per le politiche ambientali adottate dal Ministero.

Si evince quindi che il RENTRI non è un progetto isolato ma nasce in risposta a un lungo processo legislativo che coinvolge, in primis, l’Unione Europea e tutti gli Stati Membri.

Chi deve iscriversi al RENTRI

Sono tenuti a iscriversi al RENTRI tutti gli enti e le imprese che trasportano, smaltiscono o recuperano i rifiuti, i produttori di rifiuti pericolosi e, in alcuni casi, i produttori di rifiuti non pericolosi, a seconda della dimensione dell’azienda e del tipo di attività.

L’iscrizione al RENTRI dovrà avvenire tramite un portale dedicato, dove è possibile autenticarsi utilizzando lo SPID, CIE o CNS intestati al legale rappresentante dell’ente o dell’azienda.

Il processo di iscrizione al RENTRI segue una pianificazione in scaglioni basata sul numero di dipendenti e sulle specifiche attività dei produttori e gestori di rifiuti. Questa suddivisione è stata pensata per facilitare una transizione graduale al nuovo sistema, suddividendo i vari obbligati in tre gruppi principali.

Leggi l’articolo dedicato alle tempistiche di iscrizione al RENTRI per maggiori informazioni.

  • Primo scaglione (15 dicembre 2024): entro 60 giorni da questa data, quindi entro il 13 febbraio 2025, dovranno iscriversi i produttori di rifiuti speciali pericolosi con più di 50 dipendenti, i produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali e artigianali con oltre 50 dipendenti, e tutti i soggetti diversi dai produttori (come impianti di trattamento, trasportatori, commercianti, intermediari, consorzi e associazioni dei delegati).
  • Secondo scaglione (15 giugno 2025): entro 60 giorni, quindi entro il 14 agosto 2025, l’iscrizione sarà obbligatoria per i produttori di rifiuti pericolosi con 11-50 dipendenti e per i produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali e artigianali con 11-50 dipendenti.
  • Terzo scaglione (15 dicembre 2025): saranno obbligati all’iscrizione tutti i produttori di rifiuti pericolosi non inclusi nei precedenti scaglioni.

Chi non è obbligato a iscriversi al RENTRI può farlo volontariamente (o può anticipare la data di iscrizione), beneficiando di una gestione più trasparente e digitale, con vantaggi come una maggiore efficienza operativa e la possibilità di monitorare i propri processi in modo più accurato la quale porterà, necessariamente, a un vantaggio competitivo.

Le aziende che non si adegueranno agli obblighi del RENTRI rischiano sanzioni amministrative piuttosto pesanti. Le sanzioni possono variare da 500 a 3.000 euro per la mancata o irregolare iscrizione.

La digitalizzazione introdotta dal RENTRI: nuovi modelli di FIR e registro

Il RENTRI introduce, di fatto, semplicemente un modello di gestione digitale per l’assolvimento degli adempimenti già previsti dal D.Lgs. n. 152/2006 quali l’emissione dei formulari di identificazione del trasporto (FIR) e la tenuta dei registri cronologici di carico e scarico. La novità più evidente del RENTRI è l’informatizzazione dei processi di tracciabilità dei rifiuti e la digitalizzazione dei documenti

Questo significa che i registri di carico e scarico e i formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) saranno progressivamente digitalizzati. Fino al 12 febbraio 2025, i registri e i FIR saranno ancora cartacei per tutti. Dal 13 febbraio 2025 i registri di carico e scarico saranno digitali per coloro che si sono iscritti al RENTRI, mentre i formulari rimarranno cartacei fino a febbraio 2026.

Inoltre, a partire dal 13 febbraio 2025 cambieranno obbligatoriamente per tutti, dopo ben 26 anni, i modelli da utilizzare di formulario di identificazione del rifiuto e di registro di carico e scarico.

Un altro elemento importante da sottolineare è l’obbligo di trasmettere telematicamente periodicamente i dati relativi alla gestione dei rifiuti. Gli operatori dovranno inviare mensilmente al RENTRI le movimentazioni effettuate e dovranno conservare digitalmente, secondo del regole del Codice dell’Amministrazione Digitale, i registri di carico e scarico almeno una volta all’anno.

Inoltre, il Decreto Ministeriale ha introdotto nuove regole per il trasporto di rifiuti speciali pericolosi, come l’obbligo di dotare i mezzi di una tecnologia di geolocalizzazione, al fine di garantire un monitoraggio più rigoroso dei movimenti.

Guida RENTRI

Quali sono i vantaggi del RENTRI

Il RENTRI rappresenta un punto di incontro tra la transizione ecologica e digitale, permettendo una sinergia tra le esigenze della pubblica amministrazione e delle imprese e generando benefici per tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni agli enti di controllo, passando per le imprese. Il Ministero, con il supporto tecnico dell’Albo Gestori Ambientali, potrà avere un flusso costante di dati e informazioni sulla movimentazione dei rifiuti sull’intero territorio nazionale, gli enti di controllo vedranno semplificate tutte le attività di verifica e la modulistica da controllare, le imprese potranno assolvere con rapidità e facilità agli adempimenti riducendo, senza dubbio, la possibilità di errore umano. Inoltre, tutti i tempi della trasmissione dei dati a livello statale e europeo per la rendicontazione e il monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclo potranno essere notevolmente accorciati, consentendo maggiore tempestività nella pubblicazione dei rapporti annuali sui rifiuti.

Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, invece, la trasformazione digitale di milioni di documenti cartacei oggi associati alla gestione dei rifiuti consentirà un notevole risparmio di materie prime naturali con conseguente abbattimento delle emissioni di CO2 associate alla loro produzione e distribuzione ed eviterebbe la produzione annua di quantità considerevoli di rifiuti speciali non pericolosi come carta e toner delle stampanti.

Il sistema è, inoltre, anche pensato per essere interoperabile con i gestionali già in uso nelle aziende, rendendo più semplice l’integrazione e l’aggiornamento delle informazioni.

Cosa fare per prepararsi al RENTRI

Le aziende coinvolte devono iniziare a familiarizzare con le procedure previste dal RENTRI. Possono farlo partecipando a corsi di formazione specifici, utilizzando risorse disponibili online e sfruttando l’ambiente demo del RENTRI per acquisire familiarità con le nuove funzionalità in modo pratico senza influire sui dati reali. Questo rappresenta un’opportunità per comprendere meglio le nuove procedure e prepararsi in anticipo all’adozione obbligatoria del sistema.

Per evitare sanzioni, è fondamentale che le aziende si adeguino in tempo alle nuove disposizioni, implementando, quando possibile, software di gestione dei rifiuti compatibili con il RENTRI e formando il personale sulla nuova normativa. Adottare un approccio proattivo è essenziale per evitare rischi economici, operativi e reputazionali legati alla non conformità.

Risorse utili per capire meglio il RENTRI

Di seguito vi lascio l’elenco delle principali risorse ufficiali messe a disposizione dal Ministero, dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali e dalle Camere di Commercio. Sono tutti documenti reperibili in internet.

Se preferisci, per evitare di perdere tempo alla ricerca di tutte le risorse, clicca sul banner qua sotto e ti invierò una mail contenente tutti i documenti utili.

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Siti internet ufficiali

Nuovi modelli di formulari e registri

  • Nuovo modello di formulario di identificazione del rifiuto
  • Nuovo modello di registro di carico e scarico

Riferimenti normativi

  • Decreto Ministeriale n.59 del 04.04.23 – Regolamento RENTRI
  • Decreto Direttoriale n.97 del 22.09.23 – Scadenze RENTRI
  • Decreto Direttoriale n.143 del 06.11.23 – Modalità operative RENTRI
  • Allegato al Decreto n.143 – Modalità operative trasmissione dati RENTRI
  • Decreto Direttoriale n.251 del 19.12.23 – Modalità operative
  • Allegato 1 al n.251 – Modalità operative registro carico e scarico
  • Allegato 2 al n.251 – Modalità operative FIR

Presentazioni ufficiali MASE

  • Formazione RENTRI: MODULO I
  • Formazione RENTRI: MODULO II
  • RENTRI: accesso
  • RENTRI: gestione dei FIR
  • RENTRI: gestione dei registri
  • RENTRI: iscrizione
  • RENTRI: la nuova tracciabilità
  • RENTRI: soggetti non tenuti all’iscrizione

Manuali ufficiali MASE

  • Manuale gestione registro carico e scarico
  • Manuale gestione FIR

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