Rifiuti Zero: analisi sulla gestione dei rifiuti

La realtà è che non possiamo più buttare e dimenticare. Questa è una delle prime frasi del documentario realizzato da Discovery Channel sulla gestione dei rifiuti che ho trovato su YouTube.

C’è chi crede che l’obiettivo Rifiuti Zero sia alla nostra portata

Il documentario che vi voglio proporre è un’analisi sulla gestione dei rifiuti dal punto di vista macroscopico. Si parla di rifiuti urbani e industriali, di rifiuti liquidi e solidi.

Fammi sapere cosa ne pensi!

Cosa ne penso

Dividiamo il video in varie sezioni.

Azienda che produce partendo dalla spazzatura

Rifiuti Zero è anche questo. Un’idea di business interessante potrebbe essere quella di sfruttare i rifiuti per produrre un qualcosa di cui la gente ha bisogno.

Il vero vantaggio rispetto a un’azienda tradizionale è che i cittadini (o le altre aziende) sono disposti a pagare per liberarsi dai propri rifiuti: in questo modo anziché comprare i materiali per creare il proprio prodotto si può offrire un servizio di ritiro della spazzatura (facendosi pagare) e poi usare quella stessa spazzatura come materiale per la creazione del prodotto.

La differenza è immensa. Rendiamo più chiaro il paragone scrivendo il ragionamento in modo schematico:

Azienda tradizionale: spende soldi per acquistare materiali per realizzare il proprio prodotto.

 

 

 

 

Azienda che produce partendo dai rifiuti: si fa pagare per ritirare un certo tipo di rifiuto che poi verrà utilizzato per la realizzazione del proprio prodotto. In questo modo ciò che normalmente è una spesa, diventa un ulteriore guadagno. E in più si offre un servizio estremamente utile alla comunità.

L’azienda del video raccoglie l’umido per realizzare un fertilizzante liquido (non il classico compost).

Tutte le bottiglie che contengono il prodotto di questa azienda sono diverse l’una dall’altra.

Questo fertilizzante liquido viene venduto in bottiglie di plastica che vengono raccolte in vari punti della città, vengono lavate e vengono riutilizzate così come sono

Riutilizzo è una delle 4R della gestione dei rifiuti. Per scoprire tutte le R ti consiglio di leggere “ABC dei Rifiuti“.

 

E’ chiaro che in questo modo si risparmia anche sul costo dell’imballaggio (le bottiglie di plastica). Inoltre si impedisce che centinaia di bottiglie di plastica diventino un rifiuto perché vengono riutilizzate (neanche riciclate) applicando perfettamente il concetto di prevenzione.

Produrre energia da una discarica

gestione dei rifiuti

Se proprio bisogna costruire una discarica almeno facciamo in modo di recuperare il più possibile da essa.

All’interno di una discarica di questo tipo vengono posti dei canali tramite i quali viene pompato il metano che è prodotto dalla decomposizione anaerobica dei rifiuti.

Partendo dal presupposto che associare il concetto di Rifiuti Zero a una discarica è eresia, sicuramente recuperare metano dalla decomposizione dei rifiuti è un modo intelligente di gestire una discarica.

Una discarica satura e chiusa non permette più all’ossigeno di entrare al suo interno e quindi nella massa di rifiuti viene lentamente a crearsi un ambiente anaerobico, cioè un ambiente in cui non è presente ossigeno.

In presenza di ossigeno, i batteri che decompongono i rifiuti, sfruttano l’ossigeno stesso per la decomposizione producendo essenzialmente anidride carbonica e acqua.

In un ambiente anaerobico invece i batteri sfruttano altri composti per riuscire a decomporre la massa di rifiuti andando a produrre metano.

Il metano è un gas serra particolarmente inquinante e lasciarlo libero in atmosfera porterebbe a un grave problema ambientale (surriscaldamento). Quindi ha senso pomparlo attraverso appositi canali e bruciarlo per creare energia elettrica o calore.

Spiegato brevemente il funzionamento della gestione di questo tipo di discarica ci tengo a precisare una cosa molto importante. Prova a seguirmi, cercherò di essere il più chiaro possibile.

Una discarica non dovrebbe mai ospitare materiale biodegradabile

Il video che vi ho proposto è sicuramente interessante e aiuta a capire molte cose ma bisogna anche guardarlo con occhi critici.

Al giorno d’oggi non è più pensabile mandare in discarica un materiale ancora biodegradabile.

Tutte le reazioni devono avvenire in maniera controllata in appositi impianti prima che i rifiuti vengano disposti in discarica.

Questo discorso vale a maggior ragione per gli scarti di cibo. Non ha più alcun senso mandare in discarica questo tipo di rifiuto dato che ormai abbiamo le tecnologie per evitare che questo accada. Basti semplicemente pensare al compostaggio.

Come ho già spiegato nell’ultimo paragrafo dell’articolo “Perché si fa la raccolta differenziata?”, nel rifiuto indifferenziato (il secco residuo) capita ancora di trovare qualche scarto di cibo.

Questi scarti, essendo in contatto con altri materiali raccolti in maniera indifferenziata, vengono “sporcati” da essi (li troviamo mischiati a piccoli frammenti di plastica, vetro, metalli ecc…) e quindi non possono essere usati per la creazione di un compost di qualità.

Il destino di questo materiale organico è quindi la discarica. Prima di essere mandato in discarica deve essere degradato il più possibile, deve essere stabilizzato, non deve più reagire in alcun modo.

Il materiale così stabilizzato non è più appetibile per i batteri che quindi non producono più metano.

Quando una discarica produce metano significa che è stata riempita con del materiale che non ci sarebbe dovuto finire.

Tutto questo discorso per farti capire che captare metano da una discarica che ne produce è sicuramente una mossa intelligente da fare, ma devi sapere che una discarica moderna non deve proprio produrlo il metano.

Lo sterco di vacca che manda avanti una città

gestione dei rifiuti vacca

Dagli allevamenti di bestiame proviene il 20% dei gas serra (puoi trovare qua altri dati) in parte dovuto al processo digestivo degli animali e dalle loro deiezioni (nel 2015 in Italia le deiezioni di animali da allevamento hanno rappresentato il 7% del totale delle emissioni di metano).

Il problema delle emissioni dovuto agli allevamenti intensivi non è quindi da trascurare. Le deiezioni degli animali sono un rifiuto da gestire nel migliore dei modi.

Il video che ti ho proposto racconta la storia di una città indiana.

In questa città lo sterco delle vacche viene giornalmente raccolto e condotto verso dei reattori dove avviene il processo di digestione anaerobica (un processo di degradazione della sostanza organica compiuto dai batteri in assenza di ossigeno).

Il risultato di questo processo è un gas che per la maggior parte contiene metano (e in parti minori anidride carbonica e acido solfidrico).

Il metano captato in questo modo viene bruciato in un generatore e viene prodotta elettricità che soddisfa l’esigenza di 300 abitazioni.

Riciclo materiali plastici

Secondo il report L’Italia del Riciclo 2017 (se preferisci puoi leggere solo la sintesi), redatto annualmente dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile con il patrocinio del’Ministero dell’Ambiente, il Ministero dello Sviluppo Economico e l’ISPRA, in Italia si ricicla solo il 63% della plastica che viene raccolta risultando la frazione merceologica con la più bassa percentuale di riciclo (le più alte sono vetro e metalli con rispettivamente il 95% e il 93%).

Il progetto legato al riciclaggio della plastica presentato nel video è particolarmente interessante perché riesce a sfruttare anche le plastiche che normalmente non sono facilmente riciclabili.

Mischiando vari polimeri plastici è possibile ottenere un materiale che abbia caratteristiche intermedie di quelle dei polimeri di partenza. Sfruttando questa possibilità, il professore è riuscito a creare un materiale flessibile e resistente con caratteristiche costruttive molto migliori di quelle del legno.

RAEE

Intorno al minuto 26.30 si inizia a parlare di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: i RAEE. Smaltire questo tipo di rifiuto in discarica comporterebbe un enorme danno economico e soprattutto ambientale.

I nostri smartphone, computer, tablet ecc… sono prevalentemente costituti da plastica che si potrebbe sicuramente recuperare in qualche modo. Inoltre in questi dispositivi sono presenti apprezzabili quantità di metalli pesanti (piombo, mercurio, cromo ecc..) o di metalli preziosi come ad esempio l’oro e l’argento.

Recuperare tutti questi elementi e materiali è sempre più diventata un’esigenza economica e ambientale.

I RAEE sono la classe merceologica più in crescita per quanto riguarda i rifiuti urbani perché ne compriamo sempre più, non possiamo farne più a meno e soprattutto sentiamo il bisogno di comprarne sempre di nuovi (per scoprire quanto è facile per il consumatore liberarsi dei propri RAEE leggi la parte dedicata dell’articolo “Perché fare la raccolta differenziata?“).

Le apparecchiature elettriche ed elettroniche sono divise in categorie in base alla loro “aspettativa di vita” e ognuna di queste categorie è identificata da un colore:

  • bianche: frigoriferi, lavatrici, condizionatori. Hanno una durata di vita media di 7-10 anni. In media ogni 7-10 si cambiano questi elettrodomestici;
  • marroni: TV, stereo. Li cambiamo in media ogni 5-8 anni;
  • grigie: PC, stampanti, monitor, smartphone. La vita media dei computer e dei telefoni è di soli 2 anni! Questo accade non perché i dispositivi non funzionano più, ma perché l’utente sente il bisogno di cambiarli spesso. C’è anche da dire che le case produttrici fanno di tutto per farceli cambiare: creano software che non vanno bene più per i vecchi modelli, creano applicazioni che funzionano solo nell’ultimo modello di cellulare ecc… E tu, ti ricordi quanti anni fa hai cambiato il tuo cellulare?

In conclusione

In questo articolo sono andato a toccare più o meno tutti gli argomenti trattati dal documentario di Discovery Channel. Spero l’articolo ti sia piaciuto e ti sia stato utile per capire un po’ meglio come funziona il mondo della gestione dei rifiuti. Se così fosse, perché non lo condivi con i tuoi amici sui social?

All’inizio e alla fine dell’articolo ci sono le apposite icone dei social network cliccando sulle quali puoi condividere l’articolo! Sarebbe un ottimo modo per diffondere la conoscenza di questa materia non troppo conosciuta e un ottimo modo per creare quella consapevolezza di cui tutti abbiamo bisogno per rendere il mondo un posto più pulito. Grazie mille per il tuo aiuto! 🙂

 

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