“Rifiuti Zero: una rivoluzione in corso” di Paul Connett

TITOLO: Rifiuti Zero, una rivoluzione in corso

AUTORE: Paul Connett

ANNO: 2012

 

Di cosa tratta il libro

Il libro di Paul Connett vuole essere una guida per arrivare a comprendere a fondo la strategia Rifiuti Zero.

In modo semplice e coinvolgente fin dalle prime pagine l’autore va subito dritto al sodo offrendo una panoramica sulla situazione attuale e sugli obiettivi futuri spiegando perché le attuali gestioni dei rifiuti non sono sostenibili e i motivi per i quali una società lineare non è adatta a un pianeta che non ha risorse infinite. La pubblicità e il consumismo hanno segnato profondamente la società attuale ma ormai siamo in grado di proporre un’alternativa migliore. Da dove si può partire per creare tutti insieme un mondo migliore? Da qualcosa su cui possiamo tutti avere il controllo e che produciamo tutti quotidianamente: i rifiuti.

Dopo aver spiegato quali sono i dieci passi verso Rifiuti Zero, Paul Connett dedica un corposo capitolo alle iniziative Rifiuti Zero nel mondo. Una carrellata di buone pratiche che parte da San Francisco e attraversa tutto il globo passando dagli errori commessi a Canberra e dagli obiettivi raggiunti nelle Fiandre, alle storie dei waste pickers indiani e al parco del riuso e del recupero in Svezia. Una lunghissima serie di esperienze che non possono far altro che dare fiducia e ispirare. Zero Waste in fondo non è solo un’utopia.

Dopodiché si passa alla presentazione di dieci pionieri sul fronte Rifiuti Zero: di ognuno di loro è riportato un saggio sull’argomento. Infine, la versione italiana si conclude con un dialogo tra Patrizia Lo Sciuto e Rossano Ercolini sull’applicazione della strategia Rifiuti Zero in Italia e con un’esposizione dei dieci passi verso Rifiuti Zero applicati al contesto italiano.

 

I concetti chiave

I dieci passi verso Rifiuti Zero

1. Separazione alla fonte

Un passo tanto semplice quanto fondamentale. I rifiuti veri e propri si creano solo quando mischiamo tutto. Se si tengono il più possibile separati i vari materiali è più facile procedere con azioni di riuso e riciclaggio.

2. La raccolta porta a porta

La base del sistema di raccolta differenziata è dato da tre contenitori: uno per gli scarti da cucina, uno (o più) per i riciclabili e un altro per la frazione residua. Passare porta per porta a raccogliere le varie frazioni aumenta notevolmente la percentuale di raccolta differenziata in quanto diminuisce di parecchio la possibilità di conferimenti impropri.

3. Compostaggio

Secondo Paul Connett il compostaggio è più importante del riciclo. La frazione organica causa cattivi odori e crea notevoli problemi in discarica. Ciò che è più importante è che tramite gli scarti di cibo si possono restituire i nutrienti ai terreni impoveriti in modo da favorire l’agricoltura e in modo da combattere l’erosione e la desertificazione. Utilizzando il compost inoltre si evita l’utilizzo di fertilizzanti chimici inquinanti.

4. Il riciclo

Separare carta, cartone, vetro, metalli e plastica in modo da poterli trattare opportunamente è fondamentale per garantire all’industria una materia prima seconda di qualità con la quale costruire nuovi prodotti. (In America tipicamente carta, vetro, plastica e metalli vengono raccolti nello stesso contenitore e poi separati in apposite strutture. In Italia separiamo questi materiali già in casa).

5. Riuso, riparazione, decostruzione

Esistono molti centri in cui è possibile consegnare elettrodomestici, mobili o articoli da decostruzione (porte, finestre ecc…) e in cui è possibile, in cambio, acquistare articoli recuperati, riparati e riutilizzabili. Se non si trova un centro del genere vicino a casa tua questa potrebbe essere una buona idea di business.

6. Iniziative di riduzione

E’ necessario ridurre l’acquisto di articoli inutili (leggasi “imballaggi”). E’ sempre più necessario scegliere prodotti che sono accompagnati dalla minore quantità possibile di imballaggi. Gli imballaggi costituiscono la stragrande maggioranza dei nostri rifiuti: riuscire a ridurli porterebbe a degli importantissimi risultati.

7. Incentivi economici

La cosa più logica da fare è far pagare il cittadino in base a quanti rifiuti produce. I rifiuti riciclabili possono venir essere raccolti senza sovrattasse, ma è necessario aggiungere un costo per il ritiro della frazione residua indifferenziata in modo da disincentivarne la produzione. E’ un tipo di tariffazione usata in alcuni comuni (anche italiani) e che porta risultati straordinari sulla quantità di rifiuti prodotta annualmente.

8. La separazione del residuo e il centro di ricerca Rifiuti Zero

Questo è il passo chiave di tutta la strategia! “E’ la mente del sistema che come un medico diagnostica la malattia e cerca di dare una terapia”. Nella strategia Rifiuti Zero lo studio della frazione residua indifferenziata è di fondamentale importanza. Sapere da cosa è composta questa frazione è utile sia per capire gli errori che vengono commessi dai cittadini al momento dell’acquisto degli articoli (e al momento della scelta del contenitore in cui buttare gli scarti) sia per capire gli errori di progettazione dei prodotti.

Negli impianti di separazione si aprono i sacchi della frazione indifferenziata e si separano le frazioni ancora riciclabili e gli articoli contenenti sostanze tossiche dalla frazione organica. In questo modo si è sicuri di non mandare in discarica articoli riciclabili o tossici. Inoltre si procede con la stabilizzazione controllata della sostanza organica rimanente in modo che questa non si decomponga in modo incontrollato in una discarica.

Nel centro di ricerca Rifiuti Zero (preferibilmente gestito dall’Università) invece si studiano gli errori non sostenibili che vengono fatti dalla società e si cerca di proporre delle soluzioni (come migliorare la raccolta, come produrre articoli riciclabili e ecologici, come sostituire le sostanze tossiche, come informare i cittadini sulle buone pratiche ecc…).

9. La responsabilità dell’industria

Le industrie devono prendersi la responsabilità di quello che producono. Se un oggetto è non riciclabile per un problema di progettazione e costruzione, a posteriori non si può fare niente. Bisogna che le industrie inizino a costruire oggetti riciclabili ed ecologici.

10. La discarica transitoria

Lentamente la discarica deve perdere la sua utilità. Svolgendo tutti i passi i precedenti in discarica dovrebbe andarci poco e niente. In più quello che ci andrebbe, grazie al lavoro degli impianti di separazione e del centro di ricerca, sarebbe sicuramente non tossico e non più biodegradabile. Controllando attentamente quello che entra in discarica non è necessario controllare assiduamente quello che esce.

 

Punteggio

Punteggio dato in base alla pertinenza del libro rispetto a tre macroargomenti.

Gestione dei rifiuti —> 5/5

Raccolta differenziata —> 2/5

Vivere green e risparmiare —> 1/5

 

 

Per chi è adatto questo libro

Consiglio l’acquisto e la lettura di questo libro a tutti coloro che vogliono sapere tutto quello che c’è da sapere riguardo alla strategia Rifiuti Zero e a come essa possa essere applicata nella nostra società. Non è un libro che descrive i modi in cui ognuno di noi dovrebbe comportarsi per produrre meno rifiuti giornalmente ma è un libro che spiega come i rifiuti andrebbero gestiti e offre numerosi spunti e idee sulle opportunità che il sistema Rifiuti Zero offre ai cittadini e alle industrie.

 

Citazioni

  • La maggior parte di noi ha praticamente tutto quanto i nostri genitori e i nostri nonni hanno mai sognato – ad eccezione di una cosa: la sostenibilità.
  • Qualcosa deve cambiare e il posto migliore per realizzare quel cambiamento è attraverso i rifiuti, perché tutti produciamo rifiuti – ogni giorno.
  • I rifiuti sono l’evidenza che stiamo facendo qualcosa di sbagliato.
  • I due luoghi più interessanti nel mondo per quanto riguarda l’attuazione della strategia Rifiuti Zero sono la California e l’Italia.
  • La gestione dei rifiuti non è una questione di “macchine magiche” per lo smaltimento ma deve essere impostata sulla base di una capillare organizzazione, informazione e formazione.
  • I rifiuti non si costituiscono se si tengono separati i materiali scartati in base a poche semplici categorie.
  • Se non possiamo riusarlo, riciclarlo o compostarlo, l’industria non dovrebbe produrlo e noi non dovremmo comprarlo.

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