Hai mai sentito parlare di economia circolare? Sai qual è la differenza tra un sistema economico circolare e uno lineare? Vorresti conoscere quali sono le basi sulle quali sviluppare una crescita sostenibile?

In questo articolo ti descriverò in modo semplice ma dettagliato cosa è l’economia circolare e in cosa si differenzia dalla vecchia economia lineare guidata dalle discariche e dagli inceneritori.

Una volta conclusa la lettura dell’articolo saprai esattamente quali sono i concetti chiave che ci porteranno a uno sviluppo sempre più sostenibile.

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Cos’è l’economia circolare

Con economia circolare si intende un sistema economico e produttivo che ha la capacità di autorigenerarsi.

Immagina se gli oggetti della nostra vita quotidiana fossero facilmente scomponibili in parti biodegradabili e non.

Alla fine della loro vita potremmo usare la parte bio per aiutare l’agricoltura e l’altra per realizzare nuovi prodotti. Immagina che tutto venga realizzato e trasportato sfruttando le energie rinnovabili.

Insomma, quello che sto cercando di dirti è che in un sistema economico circolare si utilizzano i rifiuti per creare nuovi prodotti sfruttando fonti energetiche rinnovabili. Ne parleremo meglio nei prossimi paragrafi.

Con l’economia circolare si creerebbe una prosperità duratura, senza limiti di tempo. Tempo che, appunto, noi non abbiamo più a disposizione.

La buona notizia è che esistono aziende che stanno già utilizzando questo modello. Il problema è che l’economia circolare non può essere fatta semplicemente da singole aziende sparse qua e là che creano i loro prodotti in modo sostenibile.

L’economia circolare si sviluppa tramite la connessione di tutte le aziende sostenibili in modo da fare in modo che l’intera infrastuttura della società diventi un sistema sostenibile.

Ma comunque il lavoro delle aziende non basta.

L’economia circolare si crea anche attraverso il lavoro di tutti i cittadini (anche tu!) che sanno come fare a ridurre i rifiuti e sanno quali sono le azioni da compiere per passare a uno stile di vita sostenibile.

Guarda questo video dal quale ho preso ispirazione, non dura neanche 4 minuti! E’ stato creato dalla Fondazione Ellen MacArthur e postato su YouTube in italiano dal Gruppo Hera.

Insomma, l’economia circolare è sinonimo di energia rinnovabile, di innovazione, di creatività, di impegno e di Rifiuti Zero. Economia circolare è anche imitazione della natura.

Economia circolare come imitazione della natura

economia circolare natura

In natura non esistono rifiuti.

Ciò che è considerato rifiuto da una specie vivente è una risorsa per un’altra. L’energia utilizzata viene presa dal sole, dal vento o dai corsi d’acqua ed è totalmente rinnovabile.

Le piante e gli animali nascono, crescono e una volta morti restituiscono alla terra gli stessi nutrienti che hanno preso in prestito nell’arco della loro vita.

Il modello che ci viene offerto della natura è pronto all’uso ed è certificato da miloni di anni di evoluzione. Dobbiamo solo studiarlo e cercare di imirarlo come meglio possiamo.

La circolarità del mondo naturale è evidente.

L’essere umano invece si basa su un approccio lineare: estrai, produci, usa, butta e così via. Riesci ad individuare il problema in questo metodo? Ogni volta, per produrre nuovi oggetti dobbiamo estrarre nuove materie prime dalla Terra (con tutti i costi ambientali ed economici che ne conseguono).

E’ ormai chiaro a tutti che dobbiamo sempre più imparare a produrre ciò di cui abbiamo bisogno utilizzando le risorse che già possediamo e che tutti noi produciamo quotidianamente: i rifiuti.

Una volta che un prodotto conclude il suo ciclo di vita e diventa un rifiuto, i materiali di cui è composto possono essere facilemte utilizzati più volte per costruire nuovi prodotti alimentando così la ciclicità delle risorse.

Solo in questo modo si può pensare di vivere in modo ecosostenibile come fa la natura da centinaia di milioni di anni.

In un sistema che si basa sull’economia circolare non è quindi necessario estrarre a ritmi insostenibili nuove materie prime. Gli oggetti mantengono un alto valore per molto più tempo.

I veri motivi per cui si sta passando a una economia circolare

L’Unione Europea si sta sempre più impegnando nell’implementazione di un sistema circolare. E’ un concetto economico ma abbiamo visto essere strettamente legato al mondo dei rifiuti.

Come sappiamo, la gestione degli scarti ha delle implicazioni che vanno ben oltre il mondo strettamente tecnico-scientifico dei rifiuti.

Cosa vuol dire economia circolare l’abbiamo ormai capito. Ora a mio modo di vedere è necessario capire qual è il contesto nel quale matura questo concetto di economia circolare.

Perché si sta avendo una transizione da economia lineare a economia circolare? L’Europa e il mondo sono improvvisamente diventati più buoni?

Negli anni, nel mondo, si è accumulata sempre più la preoccupazione ambientale dovuta alle fonti da cui estraiamo le risorse. Ci si è resi conto che stiamo consumando le nostre risorse più velocemente rispetto alla loro capacità di autorigenerarsi.

A questo tipo di preoccupazioni si aggiungono le preoccupazioni economiche per l’approvvigionamento di materiali. Cosa intendo dire?

L’approvvigionamento dei materiali 

Come spesso accade i grossi cambaimenti sono guidati dal denaro. I prezzi del petrolio e delle materie prime in generale sono diventati altissimi a causa della fortissima espansione economica di paesi asiatici come la Cina e l’India e sudamericani come il Brasile.

La situazione è questa:

  • la domanda di risorse è in continua crescita;
  • la concorrenza per accaparrarsi queste risorse è sempre più forte;
  • l’estrazione e lo sfruttamento delle risorse degrada o distrugge l’ambiente;
  • le risorse non sono più “abbondanti, disponibili, accessibili ed eliminabili a basso costo” (dalla comunicazione della commissione europea sull’economia circolare).

Per scoprire di più su come venivano gestiti in passato i rifiuti leggi “La gestione dei rifiuti in Italia“.

Nel contesto che abbiamo appena descritto ci sono anelli della catena economica che sono più deboli di altri e l’Europa è uno di questi.

L’Europa non ha risorse e quindi è costretta ad acquistarle da paesi instabili e inaffidabili che sono ormai da decenni costantemente in guerra (vedi Paesi arabi).

Un altro esempio di un produttore di risorse (energetiche) su cui facciamo forte affidamento ma che in realtà rischia di essere inaffidabile è la Russia. La Russia non è instabile come gli Stati del Medio Oriente ma d’inverno a Putin non gli si può dire nulla che minaccia subito di chiuderci i rubinetti del gas! 😀

Il vecchio metodo non funziona più

Come è noto, le nostre fortune si sono sempre basate su un metodo ben preciso:

  1. andare nei Paesi del Terzo Mondo;
  2. estrarre le risorse a bassissimo costo;
  3. lavorare le risorse in Europa;
  4. vendere i prodotti a prezzi molto più alti rispetto a quelli con cui sono stati creati.

Adesso cosa è cambiato? Adesso è sempre più difficile andare in questi Paesi a recuperare risorse a basso costo perché non siamo più i soli a produrre beni in grande quantità.

Cina, India, Indonesia, Brasile hanno economie in grandissima espansione e ci stanno lentamente tagliando fuori dal mercato (pensate ad esempio alle calze, scarpe, jeans, camicie ecc… Vengono prodotti in gran parte da questi paesi).

Mamma mia Roberto mi stai mettendo ansia! Cosa dobbiamo fare??

 

Si deve diventare indipendenti dalle risorse. Il sistema lineare con il quale prendiamo, usiamo e buttiamo non è più sostenibile.

Ma non temere, l’Europa e l’Italia se ne sono accorte da anni e per fortuna si sta agendo. Ma non dobbiamo fermarci e dobbiamo sempre più imparare a considerare i rifiuti come una risorsa.

I rifiuti per produrre capitale

Come possiamo fare per fare in modo che i nostri rifiuti producano capitale anzichè consumarlo?

E’ fortemente necessaria una riporgettazione dei prodotti e degli imballaggi che li accompagnano (la raccolta differenziata è stata ideata proprio perchè negli anni ’80 e ’90 si è notato che la maggior parte dei rifiuti era composta da imballaggi).

Pensa se tutti i prodotti fossero costituiti da un solo materiale (o da più materiali perfettamente separabili) e se tutti gli imballaggi fossero bioegradabili. Non si avrebbe più nessun rifiuto come lo intendiamo oggi.

Ti spiego il motivo.

Uno dei problemi più grossi quando si parla di ricilaggio dei rifiuti è dovuto al fatto che la maggior parte dei prodotti in commercio sono costituiti da due o più materiali non facilmente separabili tra loro (pensa al tetrapak, ai cellulari, ai computer, al ferro da stiro).

Questi prodotti non possono essere riciclati facilmente proprio perché è praticamente impossibile separare tutti i vari materiali di cui sono composti. E anche quando si hanno le capacità tecniche e tecnologiche per farlo spesso questo processo non è economicamente conveniente.

Questi prodotti diventano necessariamente un rifiuto.

Ma mica si possono costruire i computer con un solo materiale!

 

Certamente, la mia voleva essere solo una sorta di provocazione. E’ ovviamente impossibile costruire un cellulare o un computer interamente di un materiale. Ho fatto questo discorso per far capire come si dovrebbe ragionare e come dovrebbero agire le aziende che realizzano i prodotti.

Infatti, quando un prodotto è costruito da un solo materiale o da più materiali facilmente separabili, allora il rifiuto derivante da quel prodotto diventa automaticamente una risorsa già praticamente pronta per essere riutilizzata.

Quel rifiuto diventa la materia prima-seconda dalla quale possono nascere nuovi oggetti. In questo modo non è necessario estrarre continuamente materie prime dalla Terra per creare ciò di cui abbiamo bisogno e possiamo produrre con continuità beni e ricchezza dai rifiuti.

Conclusione

Ormai hai capito quanto sia fondamentale cambiare il modello di produzione e di consumo.

E non pensare che noi non possiamo fare niente per agevolare questo cambiamento! Forse come singoli individui non possiamo cambiare il modello di produzione delle aziende ma possiamo sicuramente cambiare il nostro modello di consumo allo scopo di ridurre i rifiuti. Per scopire come fare ti consiglio di:

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