Vuoi cambiare il tuo lifestyle e capire come vivere green e allo stesso tempo risparmiare? L’obiettivo di questo articolo è proprio questo: guidarti attraverso i migliori consigli per ottenere ciò che vuoi. Leggendo questo articolo capirai quanti e quali rifiuti produciamo giornalmente, imparerai l’importanza di fare una spesa consapevole che ti aiuti a risparmiare e imparerai a produrre sempre meno rifiuti.

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I princìpi che renderanno green la tua vita

La maggior parte di noi ha praticamente tutto quello che desidera o quello che crede di desiderare. Sai però qual è l’unica cosa che ci manca? La sostenibilità.

Utilizziamo le risorse del pianeta come se non sapessimo che sono limitate, come se potessimo continuare a estrarne all’infinito. Tutti sappiamo che non è così e che abbiamo bisogno di passare da un sistema economico lineare a un sistema economico circolare.

E’ ormai sotto gli occhi di tutti che qualcosa deve cambiare. Cosa possiamo fare?

Dobbiamo partire da qualcosa che produciamo tutti, ogni giorno, senza neanche rendercene conto. Hai capito di cosa sto parlando? Esatto, i rifiuti.

E se ti dicessi che gran parte di quello che buttiamo non è propriamente da considerare un rifiuto? Se ti dicessi che quello che buttiamo può essere ridotto, riutilizzato, riciclato, recuperato?

Questi sono proprio i princìpi che dobbiamo rispettare per imparare a vivere green:

  • ridurre
  • riutilizzare
  • riciclare
  • recuperare.

Ogni volta che buttiamo ciò che noi consideriamo un rifiuto, alimentiamo un circolo vizioso insostenibile e rendiamo quindi non sostenibile anche il nostro stile di vita.

Paul Connett direbbe:

i rifiuti sono l’evidenza che stiamo facendo qualcosa di sbagliato

La produzione di un cosiddetto scarto è la prova evidente dell’inefficienza del sistema produttivo e del nostro lifestyle.

Facciamo parte (e siamo tutti i responsabili) di una società lineare che estrae le materie prime, le lavora, le consuma e da esse produce rifiuti. Fino a qualche anno fa noi siamo stati solo ed esclusivamente questo ma per fortuna si inizia a intravedere un miglioramento.

Infatti, lentamente le cose stanno cambiando.

A partire agli anni ’90 si sono via via aggiunti elementi di circolarità nel nostro sistema. Quello che sto cerando di dire è che stiamo passando da un’economia lineare a un’economia circolare.

A questo punto potresti dirmi:

Economia lineare? Economia circolare? Ma di cosa stai parlando?!? Non capisco! Non sono mica venuto qui per avere lezioni di economia!

Hai ragione! Forse sto correndo troppo. Per avere un po’ le idee più chiare su cosa intendo, ti suggerisco di leggere quasto mio articolo sull’economia circolare.

FFFFatto?!?

Ok, perfetto! Andiamo avanti 😀

Fin qui abbiamo detto che il nostro modo di vivere è diventato ormai non sostenibile e che per cambiare qualcosa dobbiamo partire dai rifiuti.

Ma, in che senso? Piano piano ci arriviamo. Per capire come agire dobbiamo prima capire la quantità e la qualità dei rifiuti che ognuno di noi produce nella propria casa.

Rifiuti: definizione, quantità e qualità. Per vivere green bisogna prima conoscere!

cestino rifiuti

Secondo il Testo Unico Ambientale un rifiuto è una:

qualsiasi sostanza o oggetto di cui il detentore si disfi o abbia intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi“.

Trovo particolarmente interessante il termine “intenzione“. La legge riconosce come rifiuto anche ciò che noi abbiamo solamente l’intenzione di buttare.

Questo dovrebbe farci ragionare e dovrebbe avere un impatto importante nelle nostre vite.

L’utilizzo del termine “intenzione” nella legge significa che, per esempio, quando al supermercato compriamo un prodotto “usa e getta” stiamo praticamente acquistando un rifiuto dato che, al momento stesso dell’acquisto, sappiamo che lo butteremo immediatamente dopo l’uso.

Prova a pensare ai piatti e ai bicchieri di plastica. Già quando li acquisti sai già che li utilizzerai una volta sola e poi li getterai. Quindi perché non usare, almeno in casa, i piatti di ceramica??

La forza della parola “intenzione” è straordinaria. Ci dice che per ridurre i rifiuti ci basta non avere intenzione di buttarli, ci dice che ci basta comprare qualcosa che sappiamo non avere l’intenzione di buttare.

Da qui nasce il concetto di consapevolezza che mi è tanto caro:

dobbiamo essere consapevoli di quello che compriamo, dobbiamo ragionare al momento dell’acquisto e non dobbiamo lasciarci trascinare dalla pubblicità o dal marketing.

Ma di questo tipo di consapevolezza ne parleremo dopo.

Ora parliamo di un altro tipo di consapevolezza: siamo consapevoli di quanti rifiuti produciamo?

Quanti rifiuti produciamo?

Hai mai pensato a quanti kg di rifiuti produciamo a testa al giorno? Hai mai pensato a quanta carta, plastica, vetro, umido buttiamo nelle nostre pattumiere?

Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) nel 2016 in Italia ognuno di noi ha prodotto 497,1 kg di rifiuti. Ciò significa che ognuno di noi ha buttato circa 1,36 kg di rifiuti al giorno nelle propria spazzatura!

Ehi ma a me non sembra di produrre quasi un chilo e mezzo di rifiuti al giorno! Sei sicuro di questo dato??

Va bene, va bene! Per comprendere quel dato ci sono alcune cose da precisare.
Innanzitutto, se sentiamo di produrre meno kg di rifiuti rispetto a quelli indicati da ISPRA le opzioni sono tre:
  • Siamo già dei cittadini che amano vivere responsabilmente;
  • Non ci rendiamo conto di quanti rifiuti effettivamente si producono giornalmente;
  • Viviamo in un piccolo paese e non in una grande città (la produzione di rifiuti in città è sicuramente maggiore per vari motivi).

Bisogna notare che la quantità e qualità dei rifiuti cambia a seconda del luogo geografico e del periodo dell’anno. Prova a pensare a una località balneare: durante l’estate la produzione di rifiuti è sicuramente maggiore rispetto a quella invernale.

Se vogliamo essere proprio precisi, quel dato non rispecchia esattamente ciò che produciamo in casa.

Quel numero che ci fornisce l’ISPRA deriva dall’intera produzione di rifiuti di una città che include quindi anche gli uffici, le scuole, i ristoranti ecc…

Ma attenzione! Ciò non significa che non siamo noi a produrre quei rifiuti. I servizi producono rifiuti perché siamo noi a sfruttarli: negli uffici ci andiamo noi, a scuola ci andiamo noi, in ristorante ci andiamo noi.

Insomma, tutto questo per dire che capire esattamente quanti rifiuti ognuno di noi produce in casa non è affatto semplice. Fatto sta che ne produciamo sicuramente molti di più rispetto a quanto dovremmo e potremmo.

A questo punto la domanda che dobbiamo porci tutti è: per quanto tempo possiamo andare avanti così? Sicuramente poco!

Che cosa c’è nella nostra spazzatura?

Abbiamo quindi capito quanti rifiuti produciamo al giorno e all’anno.

Il passo successivo è sapere da cosa questi rifiuti sono prodotti. Avendo questo tipo di consapevolezza infatti saremo in grado di capire quali frazioni merceologiche produciamo maggiormente.

Ed è proprio da queste frazioni che bisogna partire per ridurre la produzione di rifiuti.

Come sono suddivisi i materiali raccolti in modo differenziato?

Per scoprire di più sulla raccolta differenziata e sul perché tutti dobbiamo farla, ti consiglio di leggere  “Perché si fa la raccolta differenziata?” e la guida “Come fare la raccolta differenziata“.

Grafico raccolta differenziata
Fonte: ISPRA

Il 41,2% di quello che buttiamo nella nostra pattumiera è la frazione organica, l’umido, gli scarti alimentari.

Ogni anno ognuno di noi butta 204,8 kg di scarti di cibo nella spazzatura, 0,56 kg al giorno. Ciò significa che quasi la metà di quello che buttiamo è il cosiddetto umido.

Bisogna subito precisare che chiamare “frazione organica” gli scarti di cibo non mi piace per niente. E’ una definizione assolutamente fuorviante. Chiamandoli in questo modo sembra quasi che siano l’unico rifiuto organico che produciamo.

 

Cioè?? Io non vedo nessun altro materiale organico nei miei bidoni della spazzatura!

Se dici così è perché probabilmente anche tu sei stato tratto in inganno da questa terminologia.

Ricordati che anche la carta e la plastica sono materia organica!

La differenza sta nel grado di degradabilità:

  • gli scarti di cibo sono rapidamente biodegradabili;
  • la carta/cartone è lentamente biodegradabile;
  • le plastiche non sono biodegradabili (o meglio, lo sono ma in centinaia e centinaia di anni).

Torniamo a noi.

Ciò che mi preme dire in questo paragrafo è che se mettessimo a dieta la nostra pattumiera (come direbbe Roberto Cavallo in “Meno 100 chili“) evitando di darle in pasto scarti di cibo, ridurremmo tantissimo la quantità dei nostri rifiuti.

Solo riducendo l’umido (ad esempio tramite il compostaggio) faremmo già gran parte del lavoro. Un altro 42% di quello che buttiamo è composto da carta (20,3%), vetro (11,7%), plastica (7,8%) e metalli (1,9).

Queste quattro frazioni merceologiche, sommate all’umido, fanno circa l’83% dei nostri rifiuti.

Ora che sappiamo cosa c’è nella nostra spazzatura possiamo iniziare a pensare a un metodo per ridurne la quantità.

Risparmiare sulla spesa e ridurre i rifiuti

risparmiare spesa

Per ridurre i rifiuti dobbiamo cambiare il modo in cui facciamo la spesa (e magari inziare a vivere senza supermercato).

E facenodolo, risparmiamo anche!

In questo paragrafo ti proporrò in linea generale vari metodi infallibili per svuotare la pattumiera senza svuotare il portafoglio.

Prima però voglio ricordarti che proprio partendo dal libro di Roberto Cavallo che ho citato nel paragrafo precedente, ho realizzato un piccolo eBook in cui descrivo in modo più approfondito come sia possibile ridurre i rifiuti in tutte le zone della casa e come sia possibile risparmiare centinaia di euro durante il processo. Per avere accesso all’eBook compila il modulo qua sotto 🙂

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Per vivere green dobbiamo cambiare il modo di fare la spesa

La produzione di rifiuti dipende strettamente non solo da quanto compriamo, ma anche da come compriamo. Facendo acquisti con consapevolezza possiamo:

  • ridurre notevolmente la quantità di ciò che buttiamo;
  • ridurre i soldi che spendiamo mensilmente e quindi rispramiare parecchio;
  • avere la ragionevole certezza di comprare prodotti sani e di qualità.

Ormai abbiamo capito da cosa è composta la maggior parte dei nostri rifiuti. Di conseguenza, siamo in grado di capire che cosa è meglio acquistare e cosa no. La cosa ancor più bella di questa nuova consapevolezza è che nel processo si risparmiano anche un po’ di soldini! Non ci credete? Continuate a leggere per capire i concetti fondamentali.

Cosa aspetti ancora?? Dammi questi consigli!!

Eccoli eccoli!

  • Compra solo ciò che è veramente necessario

Quante volte sei uscito a fare la spesa con delle idee ben precise e, come al solito, l’hai finita a comprare tutt’altro? Tantissime volte, vero? Non è facile resistere e spesso fare acquisti compulsivi ci piace, ci fa sentire meglio, più sicuri, ne sentiamo il bisogno (conosci l’effetto Diderot?).

Per cercare di placare questa irrefrenabile voglia di acquisti mi sento di consigliarti qualcosa di estremamente semplice ma allo stesso tempo efficace: fai la lista della spesa e rispettala rigorosamente!

Può sembrarti una sciocchezza ma pensaci un attimo: sei a casa, apri gli sportelli del mobile della dispensa e noti che è un po’ vuoto, decidi che è l’ora di fare la spesa.

Ecco, a questo punto anziché lanciarti immediatamente al supermercato, prendi carta e penna e scrivi quello che manca e che è fondamentale per la tua sopravvivenza (ok forse ho esagerato un po’ ma il messaggio è chiaro).

Ogni volta che stai per scrivere qualcosa sulla lista pensa “questa cosa mi serve davvero?”.

Se la risposta è “sicuramente si” scrivilo pure.

Se la risposta è “no” o “forse” non scriverlo.

Questo metodo, se applicato con costanza, ti permetterà di risparmiare qualche soldo, di produrre meno rifiuti e probabilmente di vivere in maniera più sana.

  • Dì no alle buste in plastica, portati la busta da casa

E’ capitato a tutti. Si va a fare la spesa e si torna a casa con una marea di buste di plastica.

Non sarebbe meglio uscire di casa già con le proprie buste nella borsa o in macchina? Magari delle buste in cotone o stoffa.

Ma adesso nei supermercati mi danno le buste biodegradabili e compostabili! Non inquinano quelle!

Sicuramente meglio le buste biodegradabili che le buste che non lo sono, ma bisogna far presente subito una cosa: biodegradabile non è sinonimo di compostabile.

La differenza sta nel tempo di degradazione. Ma non è il momento ora di parlare di compostaggio. Le buste che danno nel reparto ortofrutta dei supermercati sono compstabili al 40% e capita che non tutti rispettino la regola.

Bisogna però precisare che finora non è possibile utilizzare (per questione igenico-sanitarie) le buste portate da casa nel reparto ortofrutta.

Comunque portarsi qualche busta da casa per il resto della spesa è sicuramente un modo per ridurre i rifiuti e evitare la produzione e la dispersione della plastica.

Inoltre ci fa anche risparmiare qualcosa dato che d’ora in poi qualsiasi tipo di busta sarà distribuita a pagamento. Ti lascio inoltre anche il link a un articolo molto ampio e completo de Il Sole 24 Ore.

  • Compra meno imballaggi, prova i negozi alla spina

Sapevi che la raccolta differenziata è nata proprio per far fronte al problema dei troppi imballaggi immessi sul mercato? Tuttora infatti la raccolta differenziata si fa per imballaggi e non per materiali.

Per evitare di immettere sempre più imballaggi nel sistema, un’ottima idea è quella di comprare nei negozi alla spina (c’è anche chi riesce a vivere senza andare nei supermercati tradizionali).

Spesso questo tipo di negozi sono particolarmente attenti all’ambiente a 360°. E’ facile che i prodotti che trovi in questi negozi siano a chilometri zero (o quasi). Spesso questo è garanzia di qualità. Poi costano meno in quanto non devi pagare il prezzo del trasporto e il prezzo dell’imballaggio.

Negli ultimi anni si stanno sempre più diffondendo i negozi che fanno a meno degli imballaggi dove tutto si può comprare sfuso.

Dai detersivi alla pasta, dal latte alla farina. Ci si porta i contenitori, si riempiono e si paga al kg. Come trovarne uno vicino a casa? Prova a cercare qua: supermercati senza imballaggi.

  • Non comprare acqua imbottigliata

L’acqua imbottigliata è uno dei principali mali che affligge la nostra società.

Siamo tutti convinti che l’acqua imbottigliata sia di qualità migliore rispetto a quella del rubinetto ma non è detto che sia.

Non dimentichiamoci che per legge l’acqua di rubinetto è controllata costantemente, più di quella minerale imbottigliata!

L’acqua che esce dai rubinetti delle case italiane è praticamente ovunque potabile e di ottima qualità. Anche l’acqua imbottigliata ha ovviamente ottime qualità ma l’acqua del rubinetto è pressoché gratis e non si porta dietro un bottiglia di plastica che poi diventerà rifiuto.

Se proprio non vi fidate della qualità dell’acqua del rubinetto potete iniziare comprando delle brocche purificanti o direttamente i depuratori da attaccare al rubinetto.

L’ostacolo dell’acqua imbolltigliata” è probabilmente tra i più difficili da superare ma, se si riesce a superarlo, porta risultati incredibili sia dal punto di vista economico che ambientale.

  • Evita gli oggetti usa e getta

Lamette usa e getta, spazzolini usa e getta, piatti e bicchieri usa e getta, tovaglioli usa e getta, pannolini usa e getta. Siamo circondati da oggetti usa e getta. Ci piacciono perché sono comodi, non dobbiamo stare lì a lavarli. Li usiamo e li gettiamo.

Se c’è un simbolo che esprime i concetti dell’economia lineare questo sono gli oggetti usa e getta. Li compriamo e sappiamo già che li butteremo poco dopo. Ci sono una marea di alternative agli usa e getta, basta ragionarci un attimo. Scopri di più leggendo il mio ebook compliando il modulo qua sotto.

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  • Compra in formato famiglia

Questo consiglio si potrebbe anche dire come “evita le porzioni monouso“. Le confezioni con più prodotti all’interno sono più convenienti economicamente e in relazione alle porzioni monouso hanno meno imballaggi che le avvolgono.

  • Compra solo materie prime

L’emblema del vivere green.

Chiudi gli occhi. Pensa di comprare quasi esclusivamente uova, latte, olio, pesce, carne, spezie, pasta, frutta e verdura.

Immagina di comprare tutte queste cose in un negozio alla spina o da un agricoltore delle vicinanze. Rifiuti zero, cibo ottimo, portafoglio pieno. L’unico problema è che dovrai imparare a cucinare!!

  • Non portarti a casa i volantini, consultali online

La tecnologia ci viene incontro. Anziché riempire la casa di volantini di ogni supermercato della regione, consultali online.

Ormai tutti i principali supermercati hanno i propri siti internet con i propri volantini promozionali. Esistono inoltre tantissime app che li riuniscono rendendo la consultazione ancora più rapida e semplice.

  • Fai spesso la spesa alimentare e compra poco ogni volta

Lo spreco alimentare in Italia ci costa 15,5 miliardi all’anno. Buttiamo via tantissimo cibo ogni giorno. Spesso ciò che compriamo rimane nei nostri scaffali tanto tempo da dimenticarci della sua esistenza.

Ogni tanto, per caso, ci ritroviamo in mano una scatoletta che non ricordavamo di aver comprato, la giriamo e… è scaduta. Senza pensarci un attimo la buttiamo.

Evitiamo di comprare tantissimo cibo ogni volta che andiamo a fare la spesa. Il cibo, andiamo a comprarlo spesso e quando andiamo compriamone poco!

In conclusione

Sei finalmente arrivato alla fine di questo lunghissimo articolo! E’ un grande motivo d’orgoglio per me se hai letto tutto e sei arrivato in fondo alla pagina.

Dato che l’articolo ti è piaciuto così tanto, perché non lo condividi con i tuoi amici sui social network? O magari metti “Mi piace” alla mia pagina Facebook o seguimi su Instagram. Mi farebbe molto piacere e aiuteresti la diffusione del messaggio “non sprechiamo, compriamo responsabilmente e viviamo green!”. Ti ringrazio 🙂

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